Generalità
Per quanto riguarda la Medicina Ambientale abbiamo 2 grossi problemi da affrontare riguardo alle patologie indotte dai campi elettromagnetici:
uno riguarda la loro influenza sulla salute pubblica, dato che tutti gli individui, almeno nelle città, sono letteralmente immersi in campi elettromagnetici;
l’altro riguarda la particolare sensibilità di alcuni individui, che quindi si ammalano anche in presenza di campi elettromagnetici ben tollerati dal resto della popolazione.
Non è sempre facile separare i 2 problemi perché la suscettibilità individuale alle malattie ambientali è molto variabile, soprattutto per una serie di motivi esposti già in tutti i capitoli della dispensa "Appunti di medicina ambientale" ed in particolare in quelli relativi alla patogenesi della MCS, Fibromialgia e ME/Sindrome della fatica cronica.
Bisogna distinguere inizialmente i campi elettrici da quelli elettromagnetici.
La corrente elettrica consiste in un flusso di cariche elettriche attraverso un conduttore che collega due punti tra cui è presente una differenza di potenziale ed è causata dal moto degli elettroni. I campi elettrici sono generati da particelle cariche elettricamente e sono una modificazione dello spazio generata dalla presenza di queste cariche elettriche: c’è campo elettrico anche se non circola la corrente, quindi anche se il circuito elettrico è spento. I campi elettrici derivano dalla tensione elettrica che si misura in Volt. La tensione elettrica (Volt) rappresenta la differenza di potenziale cioè la velocità con cui le cariche elettriche vengono spostate (come se fosse la distanza tra i due livelli di una cascata). L’intensità del campo elettrico si misura in volt metro = V/m. L’intensità di un campo elettrico diminuisce con la distanza dalla sorgente. La maggior parte dei materiali scherma, in qualche misura, i campi elettrici. L’intensità della corrente si misura in Ampere e ci dice la quantità di carica elettrica che si sposta (come la quantità di acqua della cascata) nell’unità di tempo. La potenza della corrente (Watt) corrisponde alla tensione per intensità: P= V x A. La corrente elettrica può essere continua, cioè ha un flusso di cariche elettriche costante nel tempo, con un ciclo continuo, oppure può essere alternata, cioè ha un flusso di cariche elettriche variabile nel tempo ad intervalli regolari, con andamento sinusoidale, ed il flusso delle sue cariche elettriche si inverte. Ogni ciclo passa da un massimo positivo a un massimo negativo con una frequenza generalmente di 50 cicli al secondo, o 50 Hz.
I campi magnetici sono generati dalla corrente elettrica ed esistono solo se il circuito elettrico è acceso. Quindi i campi magnetici esistono contemporaneamente ai campi elettrici e fino ai 30 KHz esistono come entità distinte legate ad un conduttore (es. la rete elettrica), al di sopra confluiscono in una sola entità detta onda elettromagnetica non più legata al conduttore, ma libera di diffondersi nell’ambito circostante. Naturalmente esiste anche il campo magnetico terrestre ed i campi magnetici generati da minerali magnetici. L’intensità del campo si misura in ampere al metro A/m, ma generalmente si usa l’unità di misura dell’induzione magnetica, cioè la densità di flusso magnetico, che si esprime in microtesla µT (10⁻⁶ Tesla) o in millitesla mT (10⁻³Tesla). L’intensità del campo magnetico diminuisce con la distanza dalla sorgente, dipende dall’intensità della corrente e anche dalla disposizione geometrica complessiva. I campi elettromagnetici non sono schermati dalla maggior parte dei materiali. Possono essere statici, se generati da una corrente continua (statico è anche il campo magnetico terrestre o di una calamita) o variabili nel tempo se generati da una corrente alternata ed allora cambiano il loro orientamento, per esempio 50 volte al secondo, 50 Hz.
L’inquinamento ambientale da campi elettromagnetici o Elettrosmog dipende principalmente da due tipologie di campi:
Elettrodotti che generano campi magnetici a basse frequenze 50 Hz (1 Hz uguale un impulso al secondo).Nell’intervallo delle basse frequenze, da zero fino a 30 KHz si parla di solito di campi elettromagnetici.
Impianti di telecomunicazioni che irradiano radiazioni ad alta frequenza HF = radiofrequenze. Nell’intervallo delle alte frequenze, fino a 300 GHz si parla di radiazioni o onde elettromagnetiche.
L’onda elettromagnetica è caratterizzata principalmente dalla frequenza, che è inversamente
proporzionale alla lunghezza d’onda (all'aumentare della frequenza diminuisce la lunghezza d'onda e viceversa).
Campi magnetici a bassa frequenza
I campi elettromagnetici a bassa frequenza vanno da zero a 3000 Hz (3 KHz). Vengono denominati ULF tra zero e 3 Hz mentre vengono chiamati ELF (extremely low frequency) tra 3 e 3000 Hz e sono soprattutto quelli generati dagli elettrodotti. Sono i campi più importanti e i più pericolosi, più frequentemente intorno ai 50 Hz. Secondo alcune ricerche aumenterebbero l’incidenza di vari tumori soprattutto delle leucemie infantili, per mutazioni del DNA. Anche la corrente di casa genera questi campi ma in misura estremamente ridotta.
Le onde elettromagnetiche tra 3 KHz e 30 KHz sono chiamate VLF (very low frequency), corrispondono ad una lunghezza d’onda che varia da 100 a 10 Km e vengono usate soprattutto per la radionavigazione. I campi ELF sono generati soprattutto all’esterno delle abitazioni, dagli elettrodotti ad alta tensione, dalle cabine di trasformazione e dai forni industriali ad induzione (per la fusione di metalli). Gli elettrodotti sono a 50Hz (in America 60Hz), sempre a corrente alternata e possono essere:
ad alta Tensione = 132 KV
a media Tensione = 15 KV
a bassa Tensione = 380-220 V
Per riconoscere i tralicci ad alta Tensione bisogna contare il n° di isolatori presente sui cavi: se > di 4 sono ad alta Tensione e quindi pericolosi e necessitano di una distanza di sicurezza per quanto riguarda le abitazioni, almeno 100-150 mt, mentre per le tensioni più basse sono sufficienti 15-20 mt. All’interno delle case le onde a bassa frequenza sono generate prevalentemente da apparecchi con trasformatori di corrente.
Radiazioni ad alta frequenza HF (high frequency)
Onde radio da 30 KHz a 300 MHz (RO)
Micro onde da 300 MHz a 300 GHz (MO)
Le Onde Radio comprendono varie gamme di frequenza e sono usate per scopi differenti:
LF o Onde lunghe a bassa frequenza, 30-300KHz (telecomunicazioni),
MF o Onde medie a media frequenza, 300 KHZ-3 MHz (antenne televisive e radiofonia),
HF o Onde corte ad alta frequenza, 3-30 MHz (radiofonia e televisione),
VHF o Onde ultracorte ad altissima frequenza, 30-300 MHz (telefonia mobile e televisione),
UHF o Microonde ultracorte ad ultra alta frequenza, 300 MHz-3 GHz (telefonia mobile e televisione).
(unità di misura: 1KHz=1000Hz, 1 MHz=1 milione di Hz, 1GHz=1 miliardo di Hz. Esempi: corrente elettrica 50 Hz, Amplificatori Hi-fi tra 20 Hz e 20 KHZ, radiotrasmettitori ad onde ultra corte 100 MHz, forni a Microonde 2,5 GHz).
Fonti naturali
Il campo magnetico terrestre va da 30 µ/Tesla a 60 µ/Tesla vicino all’equatore e circa 45- 50 µ/Tesla nelle regioni temperate.
Il campo elettrico dell’atmosfera è di circa 10 volt/metro, ma varia tra i 50 e i 500 volt/ metro in base al clima, alla stagione e all’altitudine.
Effetti sugli esseri viventi dei CEM ed ipotesi patogenetiche sulla ipersensibilità ai
campi elettromagnetici EHS
Il corpo umano è da sempre immerso nel campo magnetico terrestre, che quindi influisce
sull’orientamento delle cariche magnetiche presenti nel nostro organismo, ma si tratta di un campo magnetico statico, che cioè non varia nel tempo e quindi non determina continue variazioni dell’orientamento di queste cariche. È invece assodato che i campi elettromagnetici interagiscono col corpo umano con la loro frequenza e questa interazione e tanto più importante quanto più è vicina la sorgente. Influenzano la distribuzione delle cariche elettriche nei nostri tessuti e generano la circolazione di correnti magnetiche che influenzano le attività cellulari. Abbiamo già visto come le basse frequenze (EHF) sono chiamate in causa per quanto concerne soprattutto l’incidenza di tumori, in particolare le leucemie dei bambini a causa di mutazioni del DNA. La IARC classifica i campi
elettromagnetici come possibilmente cancerogeni per gli esseri umani. Un altro meccanismo di azione delle onde elettromagnetiche è un’interazione con i “canali del calcio voltaggio dipendenti” delle membrane cellulari, alterando quindi la permeabilità ed amplificando il passaggio degli ioni calcio all’interno della cellula, favorendo lo stress ossidativo e nitrosativo alla pari di altri fattori, come è stato
elencato nel capitolo riguardante la patogenesi della MCS ( vedi la dispensa " Appunti di medicina ambientale" e l’influenza di questi fattori sui recettori NMDA dei neuroni. Questa alterazione della membrana cellulare può essere responsabile di molti effetti che sono
stati ipotizzati come conseguenti all’esposizione ai campi elettromagnetici, come l’alterazione della secrezione di melatonina per esempio. Tra le ipotesi c’è anche una predisposizione su base genetica, come nel caso della MCS, alla quale spesso la EHS si associa. Il polimorfismo dei geni relativi principalmente ai geni GSTM1, GSTT1 e del Citocromo p 450 determinano un deficit della detossificazione ed un aumento dello stress ossidativo che si ripercuote sull’integrità delle membrane cellulari. Altre ipotesi riguardano l’attivazione del sistema immunitario con neuro infiammazione, dovuta a vari agenti tossici o infettivi che può favorire i danni da radiazioni elettromagnetiche sui nervi demielinizzati, come pure la demielinizzazione da carenze vitaminiche come la Vitamina B12.
Effetti termici
Gli effetti dei campi elettromagnetici però più studiati, accertati e da tutti riconosciuti sono gli effetti termici ed in base a questi sono state emanate delle regole con i livelli di esposizione. Sono detti anche effetti diretti sul corpo umano. Per effetto diretto si intende Il riscaldamento delle parti del corpo esposte alle radiazioni. La gravità di questo tipo di effetto va ricercata nel fatto che questo riscaldamento avviene internamente al corpo e non viene percepito dagli organi di senso dell’organismo e non è così possibile attivare meccanismi di compenso e di difesa. Alle frequenze più basse, fino a circa 1 MHz, prevale la produzione di correnti elettriche nei tessuti elettricamente stimolabili, come nervi e muscoli, creando
una differenza di potenziale attraverso la membrana delle singole cellule con effetto, per esempio, di contrazione muscolare, ma, aumentando la frequenza, impediscono il formarsi della differenza di potenziale e quindi, per esempio, bloccano la contrazione muscolare. Con l’aumento della frequenza diventa sempre più significativa la cessione di energia ai tessuti che provoca un rapido movimento oscillatorio di ioni e molecole d’acqua, comportando sviluppo di calore e riscaldamento. Tra i 300 Hz e i 10 MHz (es. Computer) i campi elettromagnetici agiscono sia come stimolazione che come riscaldamento
dei tessuti ed è quindi più difficile studiarne gli effetti. A frequenze superiori ai 10 MHz corrisponde solo l’effetto termico. Sopra i 10 GHz l’assorbimento di energia riguarda solo la cute e gli annessi cutanei.
L’assorbimento di energia dipende dalla frequenza e dall’intensità del campo elettromagnetico, dalla durata dell’esposizione e dal contenuto in acqua dei tessuti esposti.
Effetti biologici e sanitari
Abbiamo già visto come i campi elettromagnetici generano la circolazione di correnti magnetiche che influenzano le attività cellulari.
Abbiamo già visto anche il possibile effetto cancerogeno, secondo la IARC, tra i 30 Hz ed i 300 GHz, con interesse particolare per K tiroide, neurinoma del nervo acustico, gliomi, meningiomi oltre ai linfomi.
Agiscono anche sulla percezione del dolore. Questa avviene tramite nocicettori presenti nei tessuti le cosiddette Fibre C. Tutti gli individui hanno soglie di percezione diverse che variano tra Insensibili, molto insensibili, sensibili (la normalità) e molto sensibili. La soglia di percezione del dolore può abbassarsi dopo l’esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza, anche senza che avvenga l’effetto termico.
L’ipersensibilità può generare stress con produzione di Glucocorticoidi (aumento della glicemia e calo dell’attività del sistema immunitario) e i Mineralcorticoidi (aumento della P.A. e ritenzione di sodio).
L’ipersensibilità genera quindi una reazione avversa multiorgano con una moltitudine di sintomi aspecifici che possono variare per intensità, frequenza e durata, che può essere sperimentata da persone esposte, per motivi lavorativi, residenziali o personali a radiazioni elettromagnetiche.
Altro grande fattore di danneggiamento del corpo è lo stress ossidativo che, soprattutto con
l’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche può essere provocato per l’azione sui canali del calcio delle membrane cellulari. Allo stress ossidativo consegue poi l’infiammazione cronica di basso grado.
Per quanto riguarda le radiazioni HF, provocano la parte più importante di assorbimento negli strati più profondi del tessuto, dove la concentrazione di acqua è minore, con un forte riscaldamento, che noi non siamo in grado di percepire, anche a livello encefalico a causa dell’uso prolungato dei telefoni cellulari.
Le basi dell’Elettrosensibilità
L’assimilazione dell’energia radiante da parte del corpo dipende da:
Frequenza della radiazione: l’assimilazione è massima tra 50 e 200 Hz.
Contenuto in acqua del corpo: tanto maggiore è il contenuto in acqua tanto minore sarà la profondità di penetrazione della radiazione
Frequenza di risonanza: ogni parte del corpo ha la sua frequenza di risonanza alla quale aumenta l’assorbimento.
La soglia di percezione umana ai campi elettrici è di 20 Kv/m, ma il 5% della popolazione percepisce le radiazioni già di 3 Kv/m ed il 2% della popolazione anche di 1 Kv/m.
La soglia umana di percezione dei campi elettromagnetici 0,05 A/m a 50 Hz, cioè da 50 a 20 m/Tesla, ma alcuni percepiscono già 2 m/Tesla. La percezione dipende comunque sempre dalla frequenza delle radiazioni.
Come si misura una radiazione HF in relazione ai suoi potenziali danni agli organismi viventi?
Intensità della radiazione
Tasso di assorbimento radiazione
L’intensità di radiazione indica quanta energia la radiazione trasporta nell’unità di tempo. Equivale alla densità di flusso di potenza e si esprime in mW/cm². Provoca:
sensazione di calore che inizia tra 13 e 21 mW/cm²
sensazione di dolore sopra i 31000 mW/cm²
danni alla salute sopra i 10 W/ cm²
N.B. Le parti più profonde del corpo come i testicoli, il cristallino, il vitreo ecc. si riscaldano senza che ce ne accorgiamo.
I valori limite in ambito domestico sono dunque di 0,2-1 mW/cm², ma per i cellulari sono consentiti valori >1 mW/cm², perché la loro azione è localizzata ed il cervello si scalda di meno. Il tasso di assorbimento radiazione (TAR) stima l’azione delle radiazioni nell’organismo. TAR si esprime in W/Kg, cioè la potenza assorbita per Kg di massa.
Corrisponde al SAR= quantità di energia Elettromagnetica assorbita dal corpo umano esposto ad un campo elettromagnetico o a radiofrequenza. Il SAR (specific absorbtion rate) si trova nelle specifiche delle caratteristiche dei cellulari ed in qualche modo ne specifica anche la qualità.
Soglia limite di esposizione:
per i professionisti esposti 0,4 W/Kg
per il pubblico 0,2 W/Kg ma nel caso dei cellulari la soglia limite è di 2 W/Kg perché solo la testa è esposta.
N.B. tra 1-4 W/Kg la temperatura aumenta di 1°C, se l’aumento è maggiore di 4 W/Kg c’è un aumento di 1-2 °C con danni irreversibili.
Ipersensibilità ai campi elettromagnetici EHS
La sintomatologia relativa alla EHS si verifica a livelli di Campi elettromagnetici comunemente tollerati dalla popolazione generale e nei limiti di legge. L’ Elettrosensibilità è un argomento particolarmente controverso: nonostante la gravità della sintomatologia descritta da chi ne è colpito, ancora non esistono indagini disponibili che possano permettere l’individuazione degli effetti biofisici derivati dall’Elettrosensibilità.
Come abbiamo già visto la soglia umana di percezione dei campi elettrici e di circa 20 kilowatt metro ma il 5% della popolazione percepisce 3 kilowatt metro e il 2% percepisce 1 kilowatt metro. La soglia umana di percezione dei campi elettromagnetici 0,05 A/m a 50 Hz, cioè da 50 a 20 m/Tesla, maalcuni percepiscono già 2 m/Tesla. La percezione dipende comunque sempre dalla frequenza delle radiazioni.
Sintomi possibili da EHS
Ripetiamo che la sintomatologia relativa alla EHS si verifica a livelli di CEM comunemente tollerati dalla popolazione generale e nei limiti di legge. I sintomi sono estremamente vari dato che sono interessati vari organi, principalmente il sistema nervoso, il cuore, il sistema immunitario e quello endocrino.
I principali sintomi a carico del sistema nervoso sono: cefalea, tinnito (percezione di ronzio), difficoltà di concentrazione, deficit della memoria a breve termine, disturbi del sonno, nervosismo ed agitazione, disturbi del tono dell’umore con depressione, stanchezza e debolezza, vertigini, , nausea, intorpidimento, formicolio, parestesie, crampi, tremori e spasmi muscolari.
A carico del cuore sono possibili: palpitazioni, aritmie, alterazioni della pressione arteriosa, senso di oppressione toracica.
A livello endocrinologico sono possibili: distiroidismo sia iper che ipo, alterazioni del metabolismo glucidico e del ciclo mestruale.
A carico del sistema immunitario sono possibili: sindromi simil influenzali, febbricola e linfonodi ingrossati.
A carico dell’apparato gastrointestinale sono possibili: dispepsia, stipsi o diarrea, dolori addominali.
A livello urinario è possibile instabilità vescicale con incontinenza e minzioni frequenti.
Alla pelle sono possibili: arrossamenti, prurito, allergie, perdita di capelli.
Altri disturbi possono essere: senso di sete eccessiva, secchezza agli occhi e mucose di bocca e naso, sudorazioni notturne, mialgie, sanguinamenti nasali, disturbi visivi.
Possono presentarsi delle alterazioni dell’ECG, della formula dell’emocromo con possibile aumento dei
reticolociti ed aumento dei neutrofili che possono essere variati anche qualitativamente.
È una patologia multifattoriale che dipende dalla Frequenza del campo magnetico (elettrosmog) e dalla Suscettibilità individuale (predisposizione su base genetica o epigenetica).
In principio i sintomi dell'EHS si manifestano, da parte di soggetti elettrosensibili, solo occasionalmente (stadio iniziale), all’esposizione ai Campi elettromagnetici di alcuni ordini di grandezza al di sotto dei limiti standard internazionalmente accettati, con una durata variabile tra qualche secondo e diversi giorni, ma col tempo possono aumentare in frequenza e gravità fino a diventare persistenti (stadio avanzato). Ci sono anche casi rari in cui l’aspetto prevalente è quello neuropsichiatrico con turbe caratteriali, forte nervosismo con aggressività orientata verso i vicini o i conviventi responsabili di generare, con le loro
apparecchiature, la perdita del sonno e vari altri sintomi, soprattutto neurologici. Naturalmente non è facile per il medico pratico discernere tra il paziente con disturbi psichiatrici di tipo paranoico ed una patologia realmente innescata dai campi elettromagnetici in una persona estremamente sensibile. Non sono rari i casi di persone costrette ad un Trattamento sanitario obbligatorio psichiatrico. Gli effetti soprattutto di una deprivazione prolungata del sonno sono da tenere in considerazione, ma è sempre comunque difficile fronteggiare queste emergenze.
L’EHS interessa l’1-3% della popolazione e di questi il 10% in forma grave.
Si associa spesso alla Sensibilità chimica multipla, alla Fibromialgia ed alla ME/Sindrome della fatica cronica. È possibile riscontrarla in concomitanza di sindromi correlate alla presenza di amalgama dentario ed in situazioni come la Sindrome dell’edificio malato.
Ulteriori danni dei campi elettromagnetici anche a carico di soggetti non elettrosensibili:
interferiscono con gli apparecchi elettromedicali, compresi gli stimolatori cardiaci; possono nuocere per correnti di contatto sulla cute con dolore, contrazioni muscolari e ustioni; possono interferire con la presenza di corpi ferromagnetici nel corpo (protesi, stent, valvole, schegge).
Diagnosi
Anamnesi
La parte più importante della visita, se si sospetta l’EHS, consiste in una attenta anamnesi, con l’aiuto di questionari. In Appendice al post troverete il questionario ideato dall'Associazione Medica Austriaca per la diagnosi e il trattamento di problemi di salute e malattie collegate ai campi elettromagnetici (austrian-emf-guidelines-2012_it.pdf). La prima parte del questionario riguarda la lista dei sintomi; la seconda parte le variazioni dei problemi di salute in termini spaziali e temporali; la terza parte tratta la valutazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici possibilmente presenti.
Nella prima parte del questionario l’elenco di solito mette in evidenza una serie di sintomi che si ritrovanospesso nelle situazioni di Stress ed è quindi importante valutare se vi siano altri Stressors ai quali il paziente è sottoposto, che potrebbero essere la vera causa o una concausa dei sintomi.
Nella seconda parte le risposte alle domande su quando e dove i problemi di salute si manifestino o si affievoliscano, e quando e dove i sintomi aumentino o siano particolarmente evidenti, forniscono indicazioni sul fatto che i problemi di salute possano essere in relazione a momenti o luoghi specifici. Per esempio il paziente potrebbe riferire che i sintomi scompaiono quando spegne la rete Wireless di casa, o che si manifestano solo in una certa zona della città.
Nella terza parte le domande dovrebbero essere usate per valutare il tipo di esposizione presente, come l'uso di telefoni cellulari e cordless. Il rilevamento di altri tipi di esposizione a campi o radiazioni elettromagnetiche, ad esempio causati da siti trasmittenti ad alta frequenza o campi magnetici delle linee elettriche, generalmente richiedono misurazioni ambientali. Le domande dovrebbero essere poste per valutare l'esposizione sia a casa che al lavoro, tenendo in mente che il livello di esposizione può variare in
orari diversi. Il questionario oltre che per la diagnosi e la diagnosi differenziale, è utile anche per monitorare nel tempo il paziente.
La Visita e gli accertamenti
La normale visita, più approfondita possibile con valutazione del sistema nervoso, deve essere supportata dalla misurazione della F.C. e della P.A. in varie situazioni: a riposo a letto, in piedi e con varie auto misurazioni durante la giornata, in momenti e luoghi diversi, assieme alla redazione di un diario dove annotare le sensazioni riguardo il benessere soggettivo per diversi giorni, es. una settimana.
Più specifici, in presenza di alterazioni all’anamnesi ed alla visita, possono essere l’Holter pressorio per 24h e l’ECG dinamico per 24h. Può esser di aiuto la misurazione della HRV- Heart Rate Variability (vedi il post sulla disfunzione del sistema nervoso autonomo).
Il Biomonitoraggio
Gli esami di routine:
Esame Emocromo con formula, VES, Proteina C reattiva, ETF proteica, Na, K, Cl, Ca, P, Mg, Glucosio, Acido Urico, Bilirubina totale, AST, ALT, GGT, Fosfatasi alcalina, LDH, Azotemia, Creatinina (Gfr), Sideremia, Ferritina, Transferrinemia, Saturazione transferrina, Vitamina B12, Folati, Cpk, Vitamina D, TSH, FT4, Cortisolo mattutino, Omocisteina, Es. completo urine.
Visto la presenza di Stress possono essere di aiuto anche l’esame delle catecolamine urinarie.
Saranno quindi utili gli esami relativi allo stress ossidativo già citati nel relativo capitolo:
per valutare la sua presenza il più usato è il d ROMs test, che misura grossomodo lo stress
ossidativo, cioè l’eventuale eccesso di specie ossidanti. Nei soggetti sani il d-ROMs assume un valore compreso fra 250 e 300 UNITÀ CARR, che ne rappresenta anche l’intervallo di normalità. Valori superiori a 300 U CARR sono indicativi di una condizione di stress ossidativo. Invece il BAP test misura grossomodo la RAO, o meglio misura la componente globale antiossidante nel sangue.
Poi è importante la misurazione del Glutatione (tripeptide naturale correlato ad attività
enzimatiche, sia antiossidanti che depuranti) ed il suo equilibrio tra la parte ossidata (GSSG) e
quella ridotta (GSH). Per quanto riguarda il danno causato dallo stress ossidativo il dosaggio della Malonindialdeide (MDA) è tra i più utilizzati, mentre Il danno alle strutture proteiche cellulari è espresso maggiormente dal dosaggio della Nitrotirosina, 3NT, un aminoacido che si forma dalla reazione tra i ROS e l’aminoacido Tirosina. ed infine il danno al DNA cellulare è espresso maggiormente dal dosaggio della 8 OH 2 dg = 8 OH 2 desossi guanosina.
Per valutare possibili stati carenziali, che provochino interferenze con la funzione di vari importanti enzimi del metabolismo cellulare, è opportuno, oltre agli oligoelementi e le vitamine già presenti negli esami di routine, dosare SOD, Vit. A, Vit. E, Vit. C, zinco, rame, selenio, Coenzima Q 10.
Per quanto riguarda la infezione cronica di basso grado molti laboratori dosano la PCR ad alta
sensibilità, IL-6, IL-1 E TNF-α, IFNɣ.
Come nel caso della MCS, alla quale la EHS si associa spesso può essere di aiuto, in seconda istanza, anche lo studio dei polimorfismi a singolo nucleotide relativi ai geni deputati alla detossificazione ed alle sostanze antiossidanti, per i quali si rimanda all’apposito capitolo della dispensa "Appunti di medicina ambientale".
Nelle linee guida dell’Associazione Medica Austriaca per la diagnosi e il trattamento di problemi di salutee malattie collegate ai campi elettromagnetici sono indicati anche altri accertamenti.
Il monitoraggio ambientale
Si passa quindi al monitoraggio ambientale che deve essere fatto da tecnici specializzati. Ci si può avvalere della misurazione dei campi elettromagnetici a casa e nell'ambiente di lavoro. Per definizione, il paziente elettrosensibile è sintomatico alla presenza di campi elettromagnetici standard e quindi le misurazioni devono risultare nella norma per confermare la diagnosi. Misurazioni alterate rientrano in una sintomatologia che dovrebbe essere percepita anche da altri soggetti presenti negli stessi luoghi e rientra nella casistica relativa alla Sindrome dell’edificio malato.
Riporto alcuni dati dalle linee guida dell’Associazione Medica Austriaca per la diagnosi e il trattamento di problemi di salute e malattie collegate ai campi elettromagnetici, dai quali si può apprendere quali siano da considerare i limiti normali da perseguire.
Radiazione elettromagnetica ad alta frequenza (come flusso della densità di potenza)
• ≥1000 μW/m2 (≥1 mW/m2) moltissimo al di sopra del normale
• 10-1000 μW/m2 (0.01-1 mW/m2) molto al di sopra del normale
• 1-10 μW/m2 (0.001-0.01 mW/m2) leggermente al di sopra del normale
• ≤1 μW/m2 (≤0.001 mW/m2) entro limiti normali
Campi magnetici alternati a bassa frequenza
• ≥400 nT (≥0.4 μT) moltissimo al di sopra del normale
• 100-400 nT (0.1-0.4 μT) molto al di sopra del normale
• 20-100 nT (0.02-0.1 μT) leggermente al di sopra del normale
• ≤20 nT (≤0.02 μT) entro limiti normali
Campi elettrici alternati a bassa frequenza
• ≥10 V/m moltissimo al di sopra del normale
• 1.5-10 V/m molto al di sopra del normale
• 0.3-1.5 V/m leggermente al di sopra del normale
• ≤0.3 V/m entro limiti normali
Il riscontro di valori alterati deve essere affrontato da uno specialista della casa per le opportune modifiche da effettuare.
Prevenzione e trattamento
Se i valori invece sono normali e quindi è confermata la diagnosi di EHS la finalità della cura è
naturalmente principalmente quella di evitare il più possibile l’esposizione ai campi elettromagnetici.
I capisaldi della terapia consistono nella Valutazione dell’esposizione, cioè nella individuazione di tutte quelle situazioni, sia negli ambienti chiusi, che in ambienti aperti, che espongono alle radiazioni elettromagnetiche sia alle basse che alle alte frequenze. E questo deve diventare una abitudine di vita.
Fatto questo si passa al Controllo dell’esposizione. Per quanto riguarda l’ambiente esterno di solito il paziente elettrosensibile opera una mappatura dei percorsi usuali, e ciò si può fare con una piantina stradale dove vengono segnate le zone di maggiore esposizione. Fatto questo si studiano i percorsi obbligati verso il lavoro, il supermercato e i posti di svago ed attività fisica, in modo da avere sempre il percorso più opportuno. Per quanto riguarda gli ambienti chiusi la situazione è differente tra la casa, dove è possibile operare dei cambiamenti, e l’ambiente di lavoro e svago dove ciò, se non è di proprietà, è quasi impossibile, anche se alcune semplici modifiche possono essere richieste al datore di lavoro. Per la casa vi sono dei presidi per pazienti elettrosensibili: pitture schermanti protettive per le pareti ( es. NoEM Electro Protector), malte per intonacare le pareti con effetto schermante (Malta Multifunzioni), tessuti schermanti per rivestire pareti, o per tendaggi, per foderare vestiti e cappelli, coperte e rivestimenti del materasso (es. Electrosmog text), armonizzatori di campi elettromagnetici per smartfone (es. Rayguard chip, Harmonizer plus) o per ambienti come le zone vicino al computer e la camera da letto ( gamma di prodotti Rayonex), oppure armonizzatori portatili (Rayguard Body e car, e Mini Rayonex) per proteggere
la persona anche fuori casa. Per quanto riguarda l’impianto elettrico di casa le raccomandazioni sono:
evitare impianti o apparecchi non necessari; staccare la corrente, soprattutto nelle “zone notte”, durante il riposo; mantenersi a distanza da apparecchi e linee elettriche e schermare impianti ed apparecchiature.
L’impianto elettrico può essere dotato di cavi schermati e di un disgiuntore (Il disgiuntore è un
apparecchio dalle dimensioni ridotte che viene montato nel quadro elettrico e permette il disinserimento della corrente non appena viene spenta l’ultima luce, ma al tocco di un interruttore, per accendere ad
esempio una abatjour, la corrente viene ripristinata). È sicuramente utile avere a disposizione un misuratore di elettrosmog, anche se di basso costo e non omologato, per verificare se la comparsa di sintomi sia dovuta alla presenza di campi magnetici non riconoscibili in altro modo. Anche se non si soffre di sensibilità chimica multipla è raccomandabile evitare esposizioni a pesticidi o altri inquinanti per non sovraccaricare l’organismo. Si può arrivare a suggerire il cambio di casa che è il massimo che si possa fare,scegliendo un ambiente decentrato lontano da antenne della radiofonia e tralicci dell’alta tensione, in
zona isolata, con ottimi standard abitativi della casa, di solito in zone montane, ma coinvolge le relazioni di tutta la famiglia ed è raramente praticabile.
Integratori e terapie complementari
Come nel caso della MCS possono essere usati degli integratori, soprattutto antiossidanti, per migliorare lo stress ossidativo che è un fattore predisponente per le alterazioni che può indurre al metabolismo cellulare.
Fonti domestiche di inquinamento elettromagnetico
Le principali fonti di inquinamento elettromagnetico presenti nelle case sono dovute agli apparecchi per il riscaldamento elettrico, le termocoperte, le radio, i televisori, i computer, i forni a microonde (se non ben schermati), le radiosveglie, gli impianti Wi-Fi, le telecamere a circuito interno, le prese di corrente e le prolunghe, i telefoni cordless, le lampadine a incandescenza (hanno campi magnetici meno intensi), le lampade al neon con bobine hanno campi magnetici ed elettrici e bisogna mantenere almeno 1 m di distanza, le lampade alogene sono le sorgenti più intense per la presenza di trasformatori.
Lavoratori più esposti
Gli operai che lavorano ai forni ad induzione ed i macchinisti delle locomotive elettriche sono i più esposti alle basse frequenze, mentre gli addetti alla manutenzione dei ripetitori televisivi e della mobilità telefonica e gli addetti alle presse fusorie ad alta frequenza sono più esposti alle alte frequenze. Chiunque lavori ad un monitor è esposto a numerosi campi elettrici e magnetici, sia elettrostatici che alternati da 5 Hz a 400 kilohertz, talvolta fino a 10 MHz ed è quindi consigliata una distanza di 50 cm.
I telefoni cellulari trasmettono radiazioni magnetiche ad alta frequenza. La potenza di irradiazione e varia da 1 a 25 w e la frequenza da 30 MHz ad alcuni GHZ, mentre potenze più alte possono interessare la categoria dei “radioamatori”. Molto meno pericolosi sono i telefoni senza filo da abitazione, i cordless:
hanno una potenza da 0,01 w se attivata la modalità ECO (radiazioni ridotte) offerta dai modelli più moderni; è comunque consigliato tenere le basi DECT prive di modalità ECO a una distanza di 50 cm da luoghi di riposo o di lavoro per le incertezze relative agli effetti dei campi magnetici generati.
Consigli perl’utilizzo dei cellulari:
molto importante è usare una distanza di sicurezza di alcuni centimetri sia durante
la conversazione che per quanto riguarda il trasporto, dato che bisogna evitare di tenerli in tasca a contatto del corpo. È importante usare dei modelli con la potenza di emissione molto bassa, massimo 1 W, evitare lunghi colloqui ed evitare di usarli all’interno di abitazioni ed auto. Allontanare il cellulare dalla testa riduce enormemente la SAR, molto più delle differenze tra i vari modelli.
Le microonde variano tra gli 0,3 e i 300 GHz e nella maggior parte degli elettrodomestici moderni bastano 5 cm come distanza di sicurezza. Li troviamo soprattutto nei radar di controllo del traffico e negli impianti di trasmissione dati. Il 5G ha però aumentato questo problema.
5 G
L’industria delle telecomunicazioni ha fortemente voluto e caldeggiato la diffusione di questo
potenziamento della trasmissione dei dati. La trasmissione tra un telefono cellulare e i ripetitori dell'operatore è fatta da onde elettromagnetiche (o radiazioni elettromagnetiche) che operano in diverse bande tra i 300 GHz e 3 kHz. In generale le bande (larghezza di banda), si riferiscono alla gamma di frequenze che possono essere contenute all'interno di un segnale. Possono variare tra le nazioni a seconda delle tecnologie. Il 4G è, oggi, diffuso in quasi tutto il mondo, con però diverse bande di frequenza: 800 Mhz, 1800 Mhz, 2600 Mhz e 2100 Mhz. La velocità di trasmissione dati massima della connessione LTE (Long Term Evolution) è per il download 12,5 MBytes/sec. e di Upload 7,5 MBytes/sec.,
che è moltissimo anche per vedere video in HD. Il 5G è la quinta generazione di reti mobili, un'evoluzione significativa delle reti 4G di oggi. Il 5G è stato progettato per soddisfare l'enorme crescita di connessione dati della società moderna di oggi, soprattutto per favorire connessioni veloci con dispositivi Smart di ogni tipo e non solo quindi per smartphone e PC. Attualmente la Commissione europea ha fissato che la banda per questo tipo di telecomunicazioni, per il 5 G, debba essere 3,6 GHz, ma potrà usare anche quella
da 26 GHz.
Quali sono i problemi?
Le “onde millimetriche” o microonde sono ostacolate da alberi e palazzi, quindi è prevista una rete di antenne su case, elettrodomestici, autoveicoli, lampioni, semafori ecc., tutte in comunicazione tra loro. In pratica 1 ogni 60-100 metri. Ciascuna stazione base 5G conterrà centinaia o migliaia di antenne che punteranno più radiazioni elettromagnetiche ad altissima frequenza verso tutti i telefoni cellulari e altri dispositivi-utente nell'area di servizio. È consentito che la potenza irradiata effettiva dei fasci di una
stazione base 5G sia pari a 30.000 w per 100 MHz di spettro o, equivalentemente, 300.000 w per GHz di
spettro, cioè da decine a centinaia di volte più potente dei livelli consentiti per le attuali stazioni radio base, dalle leggi vigenti.
Questo espone tutti noi a radiazioni elettromagnetiche di altissima frequenza, fenomeno nuovo per il genere umano, mai provato prima, che viene introdotto nella nostra società solo per fini commerciali, senza un adeguato studio sulle conseguenze che può indurre sugli esseri viventi, nonostante vi siano diversi lavori sperimentali sugli animali che hanno portato alla classificazione IARC in classe 2B, cioè possibili cancerogeni, delle onde elettromagnetiche. Lo studio sugli effetti cronici di molte sostanze o fenomeni come la possibile nocività delle onde elettromagnetiche, soprattutto ad alta frequenza, è molto
difficile perché è difficile stabilire il nesso di causalità tra l’esposizione e la malattia, soprattutto per quanto riguarda le malattie multi fattoriali. Sarebbero necessari studi epidemiologici di lunga durata e spesso non è possibile adottare il modello sperimentale. Ciò avvantaggia l’industria delle telecomunicazioni, che si basa soprattutto sugli effetti termici delle microonde e sui dati talvolta contrastanti per quanto riguarda i loro effetti biologici. Per questo motivo molti ricercatori invocano una moratoria all’uso del 5 G basandosi sul principio di Precauzione.
Riassumendo I danni per l’uomo sono causati da 2 fattori:
l’intensità del campo elettromagnetico al quale tutti siamo sottoposti (che a sua volta dipende da altri fattori come la frequenza e la lunghezza d’onda e la distanza dal campo magnetico da chi lo subisce) e la Elettrosensibilità di ogni soggetto. Infatti come abbiamo visto la soglia di percezione umana ai campi
elettrici è di 20 Kv/m, ma il 5% della popolazione percepisce le radiazioni già di 3 Kv/m ed il 2% della popolazione anche di 1 Kv/m, mentre la soglia umana di percezione dei campi elettromagnetici 0,05 A/m a 50 Hz, cioè da 50 a 20 m/Tesla, ma alcuni percepiscono già 2 m/Tesla.
Il 5 G va ad agire su entrambi i fattori aumentando l’intensità dei campi elettromagnetici per l’aumento della frequenza delle onde elettromagnetiche usate e ampliando lo spazio di copertura fino a renderlo totale, attraverso le nuove antenne, in modo tale che saremo sempre vicini alle radiazioni elettromagnetiche, anzi, più che vicini, totalmente immersi, a scapito della qualità di vita delle persone più elettrosensibili.
Valori di esposizione consentiti nella legislazione italiana
Chiarimento su alcuni termini di uso comune
Limiti di esposizione: è il valore di campo elettrico o magnetico o elettromagnetico, considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti. Limite che non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione della popolazione.
Valore di attenzione: è il valore di campo elettrico o magnetico o elettromagnetico, considerato come valore di immissione, che non deve essere superato negli ambienti abitativi scolastici e luoghi adibiti a permanenze prolungate. Esso costituisce una misura cautelativa ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine.
Obiettivi di qualità. Valori di campo elettrico o magnetico o elettromagnetico definiti dallo stato ai fini della progressiva minimizzazione dell’esposizione ai campi medesimi.
Dopo le recenti variazioni introdotte dal Governo italiano nel novembre 2023 gli attuali limiti sono:
Mentre secondo la legislazione precedente erano:
Appendice
Questionario per pazienti con sospetta EHS
dell'Associazione Medica Austriaca per la diagnosi e il trattamento di problemi di salute e malattie collegate ai campi elettromagnetici
Questionario paziente:
Cognome, Nome,
Luogo, data
A) Lista dei sintomi: Quante volte negli ultimi 30 giorni ha provato i seguenti problemi? Per favore marchi il quadrato più appropriato in ogni riga
B) Variazioni dei problemi di salute in funzione del tempo e del luogo
Quali problemi di salute avverte come più acuti?
Da quando ha incontrato tali problemi?
In che periodi/tempi tali problemi accadono?
C'è un luogo dove tali problemi aumentano o sono particolarmente acuti? (per esempio al lavoro, a casa)
C'è un luogo dove tali problemi regrediscono o scompaiono del tutto? (per esempio al lavoro, a casa, in altri posti, a casa di un amico, in vacanza, nella casa del weekend, nei boschi)
Si è data una spiegazione per questi problemi di salute?
Sta incontrando stress, per esempio a causa di cambiamenti nella sua vita personale o al lavoro?
Per cortesia elenchi ogni valutazione ambientale fatta, misurazioni o azioni intraprese finora.
Per cortesia, elenchi ogni diagnosi di medicina ambientale e trattamenti somministrati finora.
Altro
C) Valutazione dell'esposizione a campi elettromagnetici a casa e a lavoro
1. Lei usa un telefono cellulare a casa [C] o al lavoro [L]? Quanto a lungo lo ha usato? ______________________________________________________________________
Quanto tempo lo utilizza in conversazione al giorno (ore / minuti)? _____________________________________
Ha notato alcuna relazione con i suoi problemi di salute? ______________________________________________
2. Lei ha un telefono cordless (stazione base DECT) a casa [C] o al lavoro [L]? Quanto a lungo lo ha usato? ______________________________________________________________________
Quanto tempo lo utilizza in conversazione al giorno (ore / minuti)? _____________________________________
Ha notato alcuna relazione con i suoi problemi di salute? _____________________________________________
3. Lei usa un accesso wireless internet a casa [C] o al lavoro [L]? Quanto a lungo lo ha usato? ______________________________________________________________________
Quanto tempo lo utilizza al giorno (ore / minuti)? ____________________________________________________
Ha notato alcuna relazione con i suoi problemi di salute? ______________________________________________
4. Lei usa lampadine a risparmio energetico nelle immediate vicinanze (lampada da tavolo, lampada da soggiorno, lampada da lettura, lampada da comodino) a casa [C] o al lavoro [L]? Quanto a lungo le ha usate? ______________________________________________________________________
Quanto tempo le utilizza al giorno (ore / minuti)? _____________________________________________________
Ha notato alcuna relazione con i suoi problemi di salute? _____________________________________________
5. Ci sono antenne trasmittenti (stazioni radio base telefoniche o radiotelevisive) vicino a casa[C] o al lavoro [L]? In caso affermativo, da quanto tempo sono lì? _______________________________________________________
A quale distanza si trovano dalla sua casa/luogo di lavoro? _____________________________________
Ha notato alcuna relazione con i suoi problemi di salute? ______________________________________________
6. Ci sono delle linee elettriche, stazioni di trasformazione o linee ferroviarie vicino a casa [C] o al lavoro [L]? In caso affermativo, per quanto tempo lei è esposto al giorno (ore/minuti)? _____________________________
Ha notato alcuna relazione con i suoi problemi di salute? ______________________________________________
7. Lei utilizza apparecchi Bluetooth nella sua automobile? In caso affermativo, per quanto tempo lei è esposto al giorno (ore/minuti)? ______________________________
Ha notato alcuna relazione con i suoi problemi di salute? ______________________________________________
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